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Al Salone del libro di Torino

c'è "Il gioco del mondo"

Il Salone internazionale del libro torna da giovedì 9 a lunedì 13 maggio nei padiglioni del Lingotto di Torino. Cinque giorni densi di appuntamenti che vedranno presenti quasi 1.200 espositori ed editori e decine di migliaia di professionisti del settore, per quello che si conferma l’evento clou del mondo dell’editoria italiana.
Il Salone del libro conferma anche il suo impegno a dare spazio e visibilità all’intera scena editoriale italiana, affiancando ai grandi nomi quell’esercito di piccole case editrici che garantiscono linfa vitale all’intero sistema con la loro pluralità di visioni, proposte e idee.

 

Il gioco del mondo

Tema dell’edizione 2019, la 32° da quando il Salone è nato nel 1988, è “Il gioco del mondo”, titolo di una delle opere più importanti di Julio Cortazar, scelta come emblema di una cultura che supera le divisioni e salta i confini nel segno dell’avventura e del dialogo tra culture e continenti.
Un tema alto, per un Salone dai contenuti alti ma dalla ribadita attenzione a creare contesti alla portata di tutti, premiati negli anni da una continua crescita dei visitatori che nel 2018 hanno sfiorato le 150 mila presenze.

Il Paese ospite? È lo spagnolo

Dal Paese ospite alla lingua ospite. La prima novità del Salone 2019 è il palcoscenico offerto a una delle lingue più parlate al mondo, che rimane ancora oggi fecondo ponte di contatto tra Madrid e l’America Latina. 
Grazie alla collaborazione dell’Istituto Cervantes e di altri soggetti istituzionali, a Torino già da marzo è iniziato un ricco calendario di eventi che culminerà con la presenza al Lingotto di una delegazione di autori e autrici provenienti da Centro e Sud America.
Sarà possibile incontrarli e scoprire le loro opere a La Plaza de los Lectores: biblioteca, libreria, spazio per istituzioni e sala da 120 posti per gli eventi.
Parla spagnolo anche l’inaugurazione del Salone, affidata alla lezione di Fernando Savater, uno dei più importanti intellettuali contemporanei.

Letteratura e impegno civile, dalla Russia all’Africa

Oltre a Savater, altri due grandi nomi saranno a Torino con la loro inconfondibile voce che coniuga impegno civile e qualità letteraria.
Masha Gessen, giornalista e attivista, con Il futuro è storia (Sellerio) ha vinto il National Book Award 2017: un reportage crudo e illuminante sulla parabola della Russia, da cuore del comunismo a punto di riferimento del pensiero conservatore di destra nel mondo.
Wole Soyinka, Nobel per la letteratura nel 1986, drammaturgo, porta, romanziere, dagli anni Sessanta è impegnato nella difesa dei diritti umani prima nel suo Paese e poi negli Stati Uniti, che ha scelto recentemente di abbandonare in polemica con le politiche di Trump.

 

Cento anni fa, Primo Levi e J.D. Salinger

Due anniversari da celebrare in grande. 
Quello di Primo Levi, innanzitutto, che a Torino nacque il 31 luglio 1919. Alla sua lezione intellettuale e morale è dedicata la sezione “Questo è un uomo”, realizzata in collaborazione con il Centro internazionale di studi Primo Levi e con Einaudi, suo storico editore.
Un ritratto per molti versi inedito di Salinger lo offrirà invece il figlio, Matt Salinger, attore e produttore, che in una recente intervista al The Guardian ha svelato l’esistenza di una grande quantità di opere, ancora inedite, dell’autore de Il giovane Holden.

Per tutti gli appuntamenti, i partner, i progetti collaterali: https://www.salonelibro.it/it