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Un matrimonio americano vince il Women's Prize for Fiction

Un matrimonio americano, quarto romanzo dell'autrice americana Tayari Jones, è il vincitore dell'edizione 2019 del Women's Prize for Fiction.

Descritto dalla presidente della giuria Kate Williams come un libro che "illumina l'America di oggi", scritto in "una prosa luminosa, forte e commovente", Un matrimonio americano è il racconto dell'ingiusta incarcerazione di un giovane uomo afroamericano, Roy, e delle devastanti conseguenze che ciò ha sul suo matrimonio.

Già amato da lettori come Barack Obama e Oprah Winfrey, Un matrimonio americano è stato selezionato come vincitore in una rosa di sei finalisti che includeva le opere di Pat Barker, Anna Burns (entrambe vincitrici del Premio Pulitzer), Madeline Miller, Diana Evans e Oyinkan Braithwaite.

Accolto al suo apparire negli Stati Uniti da un enorme successo di pubblico e dall’entusiasmo della critica, Un matrimonio americano è uno di quei rari romanzi in cui la narrativa illumina davvero la condizione umana, una condizione, nelle sue pagine, in cui i pregiudizi razziali, l’ineguaglianza della legge e la crudeltà stessa, che è sempre in agguato in ogni relazione davvero profonda, sono in grado di distruggere l’amore e mettere alla prova ogni sentimento morale.

L'autrice a Roma il 25 giugno

Tayari Jones sarà a Roma martedì 25 giugno, alle 21, presso la Basilica di Massenzio (Clivo di Venere Felice) per il Festival Internazionale delle Letterature.

 

Il libro

Roy e Celestial sono sposati da piú di un anno. Sono neri di Atalanta, convinti di avere tutta la vita davanti, regni sconfinati di pagine bianche ancora da scrivere. Roy non è certo un magnate, ma ha un lavoro tale da permettergli di accarezzare l’idea di comprare casa. Celestial è «un’artista da tenere d’occhio», come recita il titolo di un articolo a lei dedicato. Gran cespuglio di capelli neri e un sorriso malizioso, Celestial fabbrica bambole considerate vere e proprie opere d’arte. Il loro matrimonio è come un arazzo finissimo. Spesso lo strappano, soprattutto perché Roy ama piacere alle donne, ma altrettanto spesso lo rammendano, sempre con un filo di seta, bellissimo.

Una sera, dopo aver fatto visita ai genitori di lui, a mamma Olive, che ha trascorso una vita intera a riempire vassoi in un self service per permettere al figlio di andare all’università, e a Big Roy, tuttofare per la medesima ragione, Roy e Celestial decidono di trascorrere la notte al Piney Woods, l’unico hotel a Eloe, la città dei genitori. È il week-end del Labor Day e una meteora distruggerà la loro vita. Una volta in camera, Roy si lascia andare a una rivelazione che fa infuriare Celestial. Per ritrovare in qualche modo il filo di seta capace di rammendare quello strappo, prende poi il secchiello di ghiaccio ed esce dalla stanza con l’intenzione di andarlo a riempire. In corridoio incrocia una donna all’incirca dell’età di sua madre, con una faccia simpatica e il braccio stretto dentro una benda appesa al collo. Siccome è un gentiluomo, Roy l’accompagna in camera, l’aiuta ad aprire la finestra e le sistema anche il water che perde come le cascate del Niagara. Infine rientra nella sua stanza, dove Celestial allunga il bellissimo braccio nella sua direzione e gli porge i cocktail che ha preparato.

Quella sarà, per Roy, l’ultima serata felice che trascorrerà per molto, molto tempo.

Un matrimonio americano

Neri Pozza

Pagine: 368
Tradotto da: Ada Arduini

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